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Il Romanista, “I retroscena dell’addio a De Rossi: cronaca di un suicidio annunciato”

L’addio di Daniele De Rossi ha gettato parecchie ombre sull’operato della società e dei suoi dirigenti. Ma quali possono essere le decisioni che hanno portato a ciò?

Daniele De Rossi non sarà più un giocatore della Roma. La conferenza stampa tenutasi ieri a Trigoria, ha sancito definitivamente la rottura tra il club e la sua tifoseria, ormai ai minimi storici. Ma perché arrivare a tanto, perché prendere una decisione così difficile, in un momento così delicato?

Il Romanista prova a ricostruire i retroscena di quanto accaduto: forse la scelta di chiudere con il De Rossi calciatore nasce dall’intenzione di anticipare una possibile scelta tecnica di un futuro allenatore, mantenendo così immacolata la figura del nuovo tecnico. Ma chi, visto che ancora non si sa che siederà sulla panchina giallorossa, avrebbe preferito vedere andare via un giocatore come Daniele, piuttosto che tenerlo per un altro anno a disposizione della squadra? C’è poi da analizzare anche la conferenza stampa, vero e proprio suicidio mediatico da parte della società: una premessa però è d’obbligo. A voler parlare alla stampa è stato lo stesso De Rossi, ma il consenso della società resta qualcosa di assurdo, sia nelle tempistiche (alla vigilia di una finale di Coppa Italia che vede la Lazio in campo), che nelle figure (il CEO Fienga, che si è dovuto sobbarcare un incarico così gravoso).

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